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Arabi
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Gli mwdwarabi (o mweagente del ḍādcite-ref-1[1]cite-ref-2[nota 1]) sono il mwgqgruppo etnico di mwggmadrelingua araba originario della mwgwpenisola arabica che, col sorgere dell'mwhaIslam, a partire dal mwhqVII secolo ha guadagnato grande rilevanza nella scena storica mondiale, insediandosi in circa una ventina di attuali Stati. Oggi gli Arabi sono circa 450 milioni, la maggior parte dei quali vive nei Paesi aderenti alla mwhgLega Araba, e costituiscono di fatto il secondo gruppo etnico al mondo per dimensione dopo i Cinesi mwhwHancite-ref-3[2].

La parola non ha etimo certo, sebbene sembri stia a significare "nomadi", e viene utilizzata da tutte le fonti antiche delle popolazioni confinanti: assire (mwjqar-ba-a-a e mwjga-ri-bi), la mwjwBibbia (mwkamwkqcarab), le fonti greche (αραβες, αραβιοι), latine (mwkgarabes), i testi sudarabici (mwkwmwlacrb e mwlqmwlgc ɔrb) e aramaici (mwlwmwmacarabaya), ad indicare i nomadi del deserto loro confinanti, indipendentemente dal fatto che fossero di mwmqlingua araba o meno, poiché nessuna di queste denominazioni sembra avere connotazione linguisticacite-ref-4[3]. Dal punto di vista linguistico è annoverata solo qualche iscrizione in lingua araba o con arabismi, ma tutte scritte con altri mwngalfabeti, ad eccezione della stele di Namara del mwoa329 d.C.. Tra il mwoqII e il mwogV secolo d.C. gli Arabi come aggregato di tribù scompaiono dalle fonti. Ricompaiono nel mwowIV-mwpaV secolo come minoranza di confine a sud nel regno mwpqhimyarita e a nord nel regno mwpgghassanide.

È solo nel mwqaVII secolo che gli Arabi si affacciano al mondo grazie al mwqqCorano e alla mwqgfede islamica. Il profeta mwqwMaometto muore nel 632, dopo essere entrato trionfalmente a mwraMecca nel 630: si inaugura così l'entità politica conosciuta come il mwrqCaliffato dei Rashidun (Califfato degli "Ortodossi", o, erroneamente, "ben guidaticite-ref-5[4]). Guidati da quattro califfi che furono molto vicini al Profeta, gli Arabi conquisteranno in un'espansione fulminea vastissimi territori. Quest'esperienza terminerà nel 661 per lasciare spazio al mwsgCaliffato degli Omayyadi. Secondo Retsöcite-ref-6[5] furono gli mwtwOmayyadi che si arrogarono il termine "Arabi", lasciando ai più recenti correligionari l'mwuaetnonimo di provenienza (Siriani, Persiani, Egiziani, ecc.).

Contents

Storia
Note

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Storia

La storia dei popoli arabi può essere divisa in sette grandi periodi:

• l'mwyqIslam e il mwygcaliffato "ortodosso"
• Il mwzacaliffato mwzqomayyade
• Il califfato mwzwabbaside
• L'mwaqimamato mwagfatimide
• Le dinastie locali sorte dopo la caduta del Califfato abbaside
• L'epoca contemporanea e gli stati moderni

L'età preislamica

Nel mwcaVI secolo, la mwcqpenisola arabica era abitata, nelle sue aree centrali e settentrionali, da tribù nomadi indipendenti mentre in quelle meridionali erano attivi, sotto il nome di Himyariti (i latini Homerites), gli eredi dei grandi regni mwcgsabei, del mwcwHadramawt, del mwdaQataban, di mwdqAwsan e dei mwdgMinei, tutte culture sedentarie estremamente progredite nelle conoscenze idrauliche e assai attive fin dal mwdwsecondo millennio a.C. nel commercio dei cosiddetti mweaaromata, fra cui il famoso mweqincenso, assai richiesti in area mwegmediterranea, mwewmesopotamica e mwfairanica.

I beduini, abitanti delle steppe arabe, erano invece dediti al piccolo e grande nomadismo a causa del loro speciale modo di produzione che si legava strettamente all'allevamento di ovini e del mwfgdromedario (arabo mwfwjamal, collettivo mwgaibil) e assaltando altri gruppi nomadi o le carovane dei mercanti. Erano mwgqpoliteisti e il santuario della mwggMecca era forse il più importante centro di incontro sia religioso sia commerciale, quanto meno nella regione del mwgwḤijāz.

Nei primi periodi dall'mwhqegira, mediante una rilettura storica del periodo preislamico per esigenze politiche, piuttosto che linguistiche, i beduini preislamici sono stati raggruppati, in due blocchi: gli mwhgʿarab ʿariba, "arabi puri", perché parlanti l'arabo, che sono fatti risalire all'eponimo mwhwyemenita mwiaQaḥṭān, e gli mwiqʿarab mustaʿriba, "arabi arabizzati", cioè popolazioni con stile di vita assimilabile, ma che hanno imparato la lingua sacra dalle tribù arabofone, risalenti a mwigʿAdnān. In maniera sorprendente, la tribù mwiwQuraysh, quella di mwjaMaometto, appartiene agli ʿadnaniti, probabilmente per bilanciare l'equilibrio tra le due fazioni politiche, poiché i quahtanidi non potevano vantare parentele col Profeta.

All'inizio del mwjgVII secolo, mwjwMaometto riuscì a fare degli Arabi una nazione, fondando uno Stato teocratico.

Il profeta Maometto (570 ca-632)

Nel 570 circa, alla Mecca nacque mwkgMaometto, mercante, futuro profeta dell'Islam e fondatore della terza religione monoteistica abramitica in ordine di tempo. Nel mwkw610 Maometto ebbe alcune visioni dopo essersi ritirato sul monte Hirà, per opera dell'Angelo Gabriele. Cominciò così a professare quella che considerava la religione originaria dell'uomo, l'Islam. Gli abitanti della sua stessa città credevano però che una religione monoteista sarebbe stata un pericolo per gli assetti sociali ed economici e cercarono di isolarlo e contrastarlo fino a minacciare la sua incolumità fisica. Maometto mandò i più indifesi dei suoi pochi seguaci dapprima in mwlaEtiopia (mwlqPiccola Egira) e poi decise di trasferirsi a Yathrib (poi mwlgMedina) nel mwlw622. Il suo allontanamento (mwmamwmqegira) segnò l'inizio dell'era islamica e nei mwmgPaesi islamici è ancora usato questo conteggio di anni.

Il profeta Maometto, con una serie di battaglie e di conversioni, conquistò dapprima ampie parti del mwoqHijàz e infine nel mwog630 la Mecca. Maometto morì nel mwow632. Gli Arabi elaborarono nello stesso giorno della morte del profeta islamico l'istituto califfale e scelsero come primo mwpacaliffo mwpqAbū Bakr, che rinsaldò la struttura politica e sociale del nuovo Stato dei credenti (mwpgmwpwUmma), piegando all'obbedienza di mwqaMedina le tribù della mwqqPenisola che intendevano recuperare la loro libertà d'azione precedente alla loro conversione.

Con il secondo califfo mwqwʿUmar ibn al-Khaṭṭāb cominciò invece l'età delle conquiste (mwraSiria, mwrqPalestina, mwrgEgitto, mwrwMesopotamia e mwsaPersia occidentale). Già per disposizione del primo califfo, mwsqAbū Bakr, ma assai più per volontà del terzo califfo mwsgʿUthmān b. ʿAffān, erano state intanto raccolte le tradizioni orali e i pochissimi appunti in qualche modo scritti relativi al mwswCorano, il libro sacro dell'mwtaIslam, che è un testo di legge, oltre che di morale e di storia passata, anche mitica. Il Corano, tra i tanti altri precetti etici, autorizzava, e in certi casi ordinava il ricorso alle armi (il mwtqmwtgjihād cosiddetto minore) per difendersi dai propri nemici ma anche per diffondere la religione di mwtwAllāh tra i pagani.

I successori politici del profeta Maometto, i califfi, avviarono una fortunata e rapida espansione territoriale, occupando mwuqGerusalemme e mwugDamasco, annettendo la mwuwMesopotamia e annientando l'mwvaImpero persiano mwvqsasanide. Al mwvg717 risale l'mwvwassedio di Costantinopoli, nel corso del quale fu però distrutta la flotta araba, impedendo temporaneamente l'espansione verso la mwwapenisola balcanica. Nel mwwq711, gli Arabi conquistarono la mwwgpenisola iberica, ponendo fine al regno mwwwvisigoto, e passarono i mwxaPirenei, ma nel mwxq732 furono fermati nella mwxgbattaglia di Poitiers dai mwxwfranchi di mwyaCarlo Martello. Nel Mediterraneo gli Arabi (detti talora mwyqsaraceni) conquistarono la Sicilia e si spinsero con continue scorrerie verso le coste della mwygSardegna e della mwywCorsica, oltre che verso un tratto della costa provenzale e parte della mwzaCalabria, della mwzqPuglia e della mwzgCampania

La diffusione del dominio arabo-musulmano non fu solo dovuta ai successi militari ma fu favorita dal fatto che molte popolazioni, soggette in precedenza ai mw0aBizantini o ai mw0qPersiani mw0gsasanidi, preferirono sottomettersi agli Arabi piuttosto che pagare le fortissime tasse richieste dai dominatori nel loro intento di porre rimedio alle enormi distruzioni susseguite al pluridecennale confronto armato tra mw0wCostantinopoli e mw1aCtesifonte.

Secondo la legge coranica i convertiti ottenevano pieni diritti civili ed erano obbligati al versamento della sola imposta personale della (mw1gmw1wzakāt), mentre coloro che - come mw2azoroastriani, mw2qebrei e mw2gcristiani - preferivano restare fedeli alla propria religione erano tenuti a pagare un'imposta personale non esorbitante (mw2wmw3ajizya), mantenendo libertà assoluta di culto e, con qualche limitazione, di commercio, seguitando inoltre a gestire in piena autonomia il proprio statuto personale (matrimonio, divorzio, eredità).

Un importante tramite fra mondo islamico e cristiano latino furono gli ebrei. Se non si è ancora ben certi di chi fossero in realtà i mw3gradaniti che operarono fra mw3wal-Andalus e le regioni franche al di là dei mw4aPirenei, siamo però ben documentati circa l'azione intermediatrice svolta da un po' tutti gli ebrei spagnoli che, sfruttando la benevolenza dei governi islamici, si avvalsero della loro possibilità di aggirare la norma coranica che vieta il cosiddetto "commercio di denaro" ai musulmani e, in definitiva di lucrare sulle plusvalenze.

In mw4gal-Andalus gli mw4webrei sefarditi costituirono una fondamentale classe mercantile che godeva in qualche misura del vantaggio di un analogo statuto giuridico concesso loro dal mondo cristiano che conosceva un identico divieto di conseguire interessi economici su un capitale, importando ed esportando le preziose merci prodotte nell'area islamica e trafficando sui beni che riusciva a produrre il mondo cristiano latino (un esempio è rappresentato dal panno di lana), oltre a tutte le materie prime (specialmente ferro e legname) che difettavano in al-Andalus.

Il rapporto con gli ebrei

L'apporto ebraico non fu tuttavia solo di tipo economico-finanziario bensì, in misura tutt'altro che trascurabile, anche scientifico e artistico e soprattutto letterario. A causa dei divieti islamici che impedivano agli ebrei determinate professioni (soldato, giudice e proprietario terriero), questi furono indirettamente costretti a occuparsi oltre che di commercio anche di tutte le cosiddette professioni "liberali" (nel senso di libere), tra cui quelle di medico, farmacista, studioso e traduttore, trovando benevola e conveniente accoglienza nella società islamica andalusa, giungendo a occupare non di rado importanti funzioni burocratico-amministrative (anche ai massimi livelli mw5wvizirali) nella macchina governativa islamica.

Cultura araba

L'elemento arabo portò all'Occidente cristiano nuove conoscenze tecnologico-scientifiche, specie nell'agricoltura, ma sconosciute (mw6wcanna da zucchero, mw7acarciofo, mw7qriso, mw7gspinaci, mw7wbanane, mw8azibibbo, mw8qcedri, mw8glimone, mw8warancia dolce e mw9acotone, come pure spezie di vario tipo, quali la mw9qcannella, i mw9gchiodi di garofano, la mw9wnoce moscata - ossia di mw-aMasqat - il mw-qcardamomo, lo mw-gzenzero o lo mw-wzafferano) ovvero reintroducendo colture abbandonate dalla fine del cosiddetto periodo classico "antico" (innanzi tutto l'mw-aulivo e l'mw-qalbicocco). Altri fondamentali apporti furono nella scienza della mw-gmatematica, l'mw-walgebra e la mwaqatrigonometria, il sistema decimale e il concetto dello zero (elaborati in ambito mwaqeindiano). Un'altra innovazione tecnologica attribuita agli Arabi è l'introduzione in mwaqiOccidente della mwaqmbussola, già in uso in mwaqqCina.

I musulmani svilupparono grandemente la medicina, l'mwaqyalchimia (genitrice della moderna chimica) la geometria e l'mwaqcastrologia, con gli annessi studi mwaqgastronomici (da ricordare l'introduzione dell'mwaqkastrolabio). Anche nella filosofia il loro apporto contributivo per l'mwaqoEuropa continentale fu formidabile e, grazie alle traduzioni da essi approntate o da essi commissionate, si tornò a conoscere non pochi testi di mwaqsfilosofia e di pensiero scientifico prodotto in mwaqwetà ellenistica. Grazie a tali traduzioni l'mwaq0Europa occidentale e mwaq4centrale (che aveva quasi del tutto cancellato il ricordo del retaggio culturale espresso nell'mwaq8antichità classica in mwaralingua greca) tornò in possesso di opere da tempo trascurate e a rischio di totale oblio.

I musulmani sotto dominazione mwariabbaside, mwarmfatimide e mwarqandalusi crearono biblioteche e strutture d'insegnamento pubbliche che - come nel caso di mwaruCordova - costituirono di fatto le prime università del Vecchio Continente, alimentate dal sapere della cultura persiana antica, da quella indiana e da quella greca ed ebraica. In Occidente la fama di medici quali mwaryAvicenna e mwarcRazī divenne duratura, tanto che i loro lavori divennero libri di testo fino al mwargXVIII secolo, mentre di notorietà non minore fruirono gli studi di filosofi quali mwarkAverroè (che di mwaroAristotele "il gran Comento feo", diceva mwarsDante Alighieri 1 4mwarw 144) e mwar0Geber, considerato per secoli anche in ambito cristiano il più grande alchimista.

Istituzioni politiche e sociali arabe

Classi sociali nelle zone conquistate dagli Arabi:

1. Il potere politico era mwasiin toto riservato all'elemento islamico conquistatore.
2. I convertiti all'Islam (mwasqmawali) avevano teoricamente gli stessi diritti dei musulmani di prima generazione ma per tutto il I secolo islamico (mwasuVII-mwasyVIII d.C.), sia in Asia e in Africa, sia in al-Andalus, i diritti politici pieni furono loro speciosamente negati dai conquistatori che li forzarono talora a pagare tributi cui i convertiti dovevano in teoria essere del tutto esentati, assoggettati come sarebbero dovuti essere alla sola mwasczakat.
3. I non-musulmani godevano di diritti civili alquanto ridotti e pagavano tributi non eccessivi (mwaskjizya e mwasokharāj) ma in ogni caso più gravosi di quelli dovuti dai mwassmusulmani.
4. Gli schiavi - pur trattati con relativa umanità - non avevano diritti politici ed economici, anche se, a partire dal mwas0IX secolo d.C., fu loro aperta la carriera militare. Massimamente preferiti erano per il "mestiere delle armi" i mwas4Saqaliba (all'incirca traducibile con "Schiavoni"), provenienti dalle mwas8aree balcaniche ma anche dalle regioni franco-germaniche e dalla stessa Italia.

Il periodo dopo la morte del profeta Maometto

Dalla morte di mwatiMaometto, nel mwatm632, fino al mwatq661 si succedettero alla guida dei musulmani quattro califfi elettivi che mantennero la capitale a mwatuMedina e che i musulmani definiscono "ortodossi" (mwatyal-rāshidūn).

Intorno al 661 i musulmani cominciarono a differenziarsi. Dapprima con il mwatgkharigiti, con l'alidismo (poi evoluto nello mwatksciismo), con il mwatomutaziliti e, infine col mwatssunniti.

Punto di grande divergenza fu a chi competesse guidare la mwat0Umma islamica, coi kharigiti che indicavano il migliore dei musulmani, a prescindere dalla sua razza e dalla sua condizione sociale, con gli alidi (poi sciiti) che limitavano alla sola famiglia stretta del profeta Maometto (la mwat4mwat8Ahl al-Bayt) tale diritto e con i sunniti che, pur preferendo che il califfo fosse arabo e della stessa tribù del Profeta, non indicavano tutto questo come condizione dirimente e assoluta, tanto che nel mwauaXIII secolo mwaueIbn Taymiyya, un noto pensatore hanbalita, pensava possibile un califfato mamelucco, e quindi turco, per il fatto che proprio i mwauiMamelucchi erano stati in grado di evitare la catastrofica avanzata mwaummongola con la vittoria inattesa di mwauqBaybars ad mwauuʿAyn Jālūt (La fonte di Golia), in territorio mwauypalestinese.

Nel 661 fu istituita la dinastia degli mwaugOmayyadi, il califfato divenne ereditario e la capitale fu spostata a mwaukDamasco: nel mwauo750 prese il potere la dinastia degli mwausAbbasidi e la capitale fu portata a mwauwBaghdad, anche se per qualche decennio fu edificata una nuova capitale a mwau0Sāmarrāʾ, nell'attuale mwau4Iraq.

I califfi "ortodossi"

Nel mwave632, alla morte del profeta Maometto nella penisola arabica le opposizioni interne erano state sconfitte ed era stata raggiunta l'unità religiosa degli arabi. I territori circostanti erano controllati in gran parte dall'impero bizantino e dalla dinastia persiano-sasanide.

Vari furono i motivi che spinsero gli arabi alla successiva campagna di conquiste, da un lato scontri passati con le forze persiane avevano dimostrato la superiorità della cavalleria leggera araba sui mwavmcatafratti e si era quindi diffusa la convinzione di poter battere l'impero persiano; dall'altro lato una serie di rivolte interne affrontate dal primo successore del profeta Maometto, suo suocero Abū Bakr (mwavq632-mwavu634), che ebbe il titolo di califfo, cioè vicario del profeta, spinsero a dirigere la combattività verso obiettivi esterni.

Tutto il governo del primo califfo fu infatti impegnato nella cosiddetta "guerra della mwavcmwavgridda", per domare le tribù beduine che pensavano di poter recuperare la libertà d'azione precedente alla loro conversione o alla loro sottoscrizione di un accordo con la mwavkUmma islamica di Medina.

Le truppe arabe inviate dal successivo califfo mwavsʿUmar b. al-Khattāb (mwavw634-mwav0644) riuscirono, con una serie di vittorie sui pur agguerriti eserciti bizantini guidati dall'imperatore mwav4Eraclio I, a occupare Damasco. Fatale ai Bizantini fu la mwav8battaglia del Yarmuk, in cui una serie di errori da parte dei comandanti dell'esercito guidato dall'Imperatore mwawaEraclio I provocò la disfatta e il ritiro delle truppe bizantine. Nel 638 gli Arabi conquistarono anche Gerusalemme e, nel mwawe642, l'mwawiImpero persiano sasanide. Dopo la morte di ʿOmar, sotto la guida del terzo califfo elettivo ʿOthmān ibn ʿAffān (mwawm644-mwawq656) l'espansione continuò verso l'mwawuArmenia, e lungo la costa africana del Mediterraneo fino alla mwawyTunisia.

Tramite contatti con le popolazioni semitiche siriane e con quelle cristiane copte d'Egitto, gli Arabi avevano ulteriormente migliorato le loro già buone tradizioni marinare. Iniziarono quindi a inoltrarsi nel Mediterraneo, dove, battuta la flotta bizantina, occuparono mwawgCipro dando inizio alla talassocrazia araba nel quadrante centrale e occidentale del Mediterraneo; in quello orientale, invece, il controllo dei mari fu sempre aspramente conteso dai BNizantini, che coi loro mwawkdromoi (navi) conservarono un'eccellente capacità dissuasiva.

Il rafforzamento delle strutture politiche e amministrative

Il califfo ʿOmar si dedicò al rafforzamento delle strutture amministrative. Stabilì con l'istituto del mwawwdīwān (amministrazione scritta) che gli infedeli versassero "per essere accolti e protetti" un'imposta personale (mwaw0mwaw4jizya) e una tassa fondiaria (mwaw8mwaxakharāj), mentre i mwaxemusulmani e i convertiti all'mwaxiIslam pagavano una sola tassa, l'elemosina obbligatoria (mwaxmmwaxqzakāt). Lo stato requisì le terre abbandonate dal proprietari di fronte all'avanzata delle truppe, mentre per i proprietari rimasti furono istituite delle tasse fondiarie; inoltre venne creato un efficiente organo amministrativo, che aveva il compito specifico di pagare il soldo ai combattenti e le pensioni alle vedove dei caduti e ai loro figli rimasti orfani (mwaxudīwān al-ḥarb, cioè "amministrazione militare").

I primi conflitti nell'Impero arabo

Al tempo di ʿOthmān cominciarono a delinearsi contrasti e conflitti nel mondo arabo. Il califfo fu accusato di favorire i propri potenti familiari, gli mwaxgOmayyadi. Contemporaneamente, poiché ʿOthman aveva provveduto a una definitiva redazione scritta del testo coranico, si ribellarono i mwaxkQurrà, o "recitatori" del Libro sacro, che contribuirono (con le insoddisfatte popolazioni egiziane e di mwaxsKufa) a provocare nel mwaxw656 un complotto che finì con l'assassinio dello stesso califfo.

Gli arabi avevano già sconfitto l'Impero Bizantino strappandogli la Siria. Avevano inoltre distrutto, con estrema facilità l'Impero Persiano (637/644). Conquistarono l'Egitto (642) e marciarono lungo la costa dell'Africa, raggiungendo il Marocco.

Nel 711 circa, i mwax8Berberi (detti anche "Mori" dagli Europei) diventarono padroni della Spagna.

ʿAlī ibn Abī Ṭālib

Per alcuni anni il califfato fu retto da mwayiʿAlī b. Abī Ṭālib, cugino e genero del profeta Maometto, che dovette lottare contro gli Omayyadi e affrontare la rivolta scismatica del mwaymkharigiti, culminata nel mwayq661 nell'assassinio dello stesso ʿAlī, ucciso da un kharigita avverso tanto a lui quanto al suo antagonista mwayuMuʿāwiya b. Abī Sufyān, che chiedeva si punissero i responsabili dell'omicidio del suo parente ʿOthmān e che sarà il fondatore della dinastia omayyade. L'uccisione di ʿAlī causò la nascita di un forte sentimento alide che più tardi evolverà nello mwayySciismo, che sosteneva per ʿAlī e i suoi diretti discendenti il legittimo potere califfale.

Dal mwayg661, fino al mwayk750, il califfato diventò dinastico e fu retto da una serie di califfi appartenenti tutti alla famiglia omayyade, del ramo sufyanide dapprima e di quello marwanide poi.

Il califfato arabo degli Omayyadi

Nel 732 furono respinti a mwaywPoitiers (Francia) da mway0Carlo Martello.

A causa della sua vastità l'impero, verso la metà dell'mway8VIII secolo, entrò in crisi. La dinastia omayyade dovette affrontare l'opposizione mwazaalide e il crescente malumore dei convertiti non arabi (mwazemwazimawālī), insofferenti del sistema burocratico e fiscale con il quale gli Omayyadi controllavano l'impero.
Entrambi contribuirono al successo della rivolta guidata dalla famiglia mwazqmeccana degli mwazuAbbasidi che nel mwazy750, dopo una serie di vittorie militari, presero il potere e sterminarono gran parte della famiglia degli Omayyadi. L'unico superstite si rifugiò in mwazcal-Andalus dove fu acclamato come mwazgemiro dopo aver sconfitto il vecchio governatore che s'era reso in quei frangenti autonomo. I suoi discendenti, nel mwazkX secolo, ripresero il titolo di califfo con mwazoʿAbd al-Raḥmān III.

Il califfato degli Abbasidi

Da mwaz0al-Mansūr ad mwaz4al-Mutawakkil il califfato produsse l'mwaz8epoca d'oro islamica, con un impero vastissimo che toccava da una parte l'mwaaaAtlantico e dall'altra penetrava nel sub-continente mwaaeindiano. L'eccessiva ampiezza fece lentamente collassare il sistema, con un'amministrazione fiscale sempre più preoccupata a drenare risorse per forze armate pletoriche e relativamente efficienti e disciplinate. Questo aveva perso le sue caratteristiche nazionali e, se già con la caduta degli mwaaiOmayyadi s'era persa la caratterizzazione araba a vantaggio di quella iranica, con il mwaamcaliffato di mwaaqal-Muʿtaṣim aveva fatto il suo prepotente ingresso sulla scena l'elemento turco. Inizialmente schiavo, l'elemento turco prese via via consapevolezza della sua forza e della sua centralità nella risoluzione delle continue tensioni che muovevano la periferia contro il centro.

L'enorme dilatazione del califfato e la sempre minor efficienza dell'amministrazione favorirono rivendicazioni nazionali e, dopo l'autonomia di governo riconosciuta dagli mwaayAbbasidi ad mwaacAghlabidi e mwaagTahiridi, si ebbero le prime esperienze indipendentistiche, di cui la prima fu quella dei mwaakTulunidi in mwaaoEgitto e mwaasSiria (si veda mwaawStoria dell'Egitto tulunide). Si formarono così, con l'andare del tempo, mwaa0emirati e mwaa4sultanati indipendenti, non di rado in lotta fra loro. Tutto ciò moltiplicò le corti dando nuovo respiro all'economia, in grado ora d'investire sul posto senza essere costretta ad arricchire il solo centro dell'impero, oltre che alla scienza e alle attività culturali in genere grazie a una vivace committenza da parte dei vari sovrani.

La conquista ottomana di gran parte dei domini arabi

Un importante sconvolgimento politico e una nuova configurazione del mwabeVicino Oriente arabo fu rappresentato dalla vittoria dei mwabiTurchi ottomani sui mwabmMamelucchi mwabqcircassi d'mwabuEgitto, mwabySiria e parte d'mwabcArabia, con la vittoria nel mwabg1517 degli eserciti del mwabksultano ottomano mwaboSelīm I nella mwabsbattaglia di al-Raydaniyya.

Le campagne di Selīm I ricostituirono in qualche modo, seppur parzialmente, lo scomparso dominio califfale mwab0abbaside, anche se, ancora una volta, i territori dell'estremo mwab4Maghreb (Maghreb al-Aqṣā), corrispondente all'incirca all'attuale mwab8Marocco, conservarono la loro piena indipendenza, e del tutto estranee al potere di mwacaIstanbul e, anzi, fortemente ostili, rimasero le terre mwaceiraniche, che con i mwaciSafavidi conobbero una vistosa crescita economica e culturale.

Gli Arabi, nella loro quasi totalità, divennero perciò sudditi ottomani e così rimasero fino al termine della mwacqprima guerra mondiale, in cui l'mwacuImpero ottomano crollò sotto i colpi degli Alleati.

La nascita di realtà nazionali arabe diventa una realtà alla fine dell'mwaccVIII secolo, quando la contrapposizione religiosa tra mwacgsunniti e mwackalidi porta alla nascita della dinastia mwacoidriside di mwacsFez, o quando la necessità di un decentramento in una realtà gigantesca e sempre meno efficiente come quella del califfato comporta la necessità di forme di autonomismo (il primo caso fu quello del mwacwato militare mwac0aghlabide in mwac4Ifrīqiya, nell'odierna mwac8Tunisia, seguito da quello dei mwadaTulunidi in mwadeEgitto).

Le dinastie (in mwadmarabo mwadqdawla, termine significativamente destinato, secoli dopo, a indicare lo mwaduStato nazionale) convivono quindi accanto a una realtà califfale in progressiva crisi istituzionale e in deciso ripiegamento, fino alla decisiva e drammatica caduta di mwadyBaghdad e di ciò che restava dell'antico potere abbaside per mano dei guerrieri mwadcmongoli di mwadgHulegu nel mwadk1258.

Gli Arabi in Italia

La grande offensiva araba che investì il Mezzogiorno d'Italia nel corso dell'mwad4VIII e mwad8IX secolo ebbe come principale attrice la dinastia degli emiri mwaeaaghlabidi che, a partire dall'mwaee800, aveva consolidato la propria posizione in quella regione che gli Arabi chiamavano mwaeiIfrīqiya, corrispondente sostanzialmente alla mwaemTunisia, a parte dell'mwaeqAlgeria occidentale e a piccole porzioni della mwaeuCirenaica.

La penetrazione araba in mwaecSicilia ebbe inizio nell'mwaeg827, sostenuta, in chiave anti-bizantina, dal nobile locale mwaekEufemio da Messina. Nonostante questo l'esercito arabo-mwaeoberbero, guidato inizialmente dall'anziano giureconsulto mwaesAsad ibn al-Furāt, impiegò numerosi decenni prima di vincere la forte resistenza locale e quella dei bizantini che detenevano il controllo dell'isola. Dopo la caduta di mwaewPalermo, avvenuta nell'anno mwae0831, sorse un mwae4emirato siciliano, divenuto di fatto autonomo (dall'mwae8899 e per quasi un secolo) dal potere dei mwafaFatimidi, succeduti nel frattempo in Ifrīqiya agli mwafeAghlabidi.

Mediante una lenta penetrazione prolungatasi per tutto il secolo e completata nel mwafm902 con la caduta di mwafqTaormina, gli Arabo-Berberi d'mwafuIfrīqiya si insediarono stabilmente sull'isola, sostenuti da una consistente immigrazione dal Nord Africa e da una riuscita opera di mwafyislamizzazione delle popolazioni isolane, soprattutto nella zona occidentale dell'isola. Il processo di islamizzazione non cancellò comunque l'elemento greco-latino che rimase maggioritario e il rilevante ruolo delle mwafccomunità ebraiche, che abbandonarono l'isola solo molti secoli dopo, per disposizione spagnola.

Nel resto del Meridione, ad eccezione dell'mwafkEmirato di Bari, che peraltro non si orientò mai verso la costruzione di un dominio regionale, e di mwafoquello di Taranto, la presenza araba in mwafsPuglia e in mwafwCampania ebbe fondamentalmente vocazione predatoria. Per questo i musulmani talora dettero vita a insediamenti stabili che potessero fungere da basi per sostenere le loro azioni militari nell'entroterra e sui mari (si ricordi in particolare la base sul mwaf0Garigliano, o del mwaf4Traetto). Non migliore fortuna ebbero i tentativi di espansione islamica verso la mwaf8Calabria sul finire dell'mwagaVIII secolo.

La mwagiconquista araba della Sicilia ebbe come conseguenza globale il blocco dei commerci via mare col mediterraneo occidentale, facendo della rotta mwagmBisanzio-mwagqVenezia l'unica praticabile alle navi europee da oriente a occidente, favorendo lo sviluppo di Venezia come porto di tutta l'mwaguEuropa occidentale.

La dominazione araba sulla Sicilia ebbe termine tra il mwagc1061 e il mwagg1091, nei trent'anni che i mwagknormanni impiegarono a riconquistare l'isola (Palermo fu conquistata nell'agosto del mwago1071). Essa ebbe comunque influssi positivi sull'isola sia in campo economico (l'introduzione di più avanzate tecniche di coltivazione e l'eliminazione del mwagslatifondo, portarono a una maggiore produttività e contribuirono a dare un forte impulso ai già attivi commerci), sia in quello culturale. Palermo, ad esempio, conobbe una splendida fioritura artistica e fu ricordata come la principale città islamica del mwagwMaghreb, dopo mwag0Cordova, per l'alto numero di moschee, bagni pubblici (mwag4mwag8hammām) e istituzioni scolastiche.

L'epoca contemporanea e gli Stati moderni

In epoca preislamica, gli Arabi vivevano non solo nell'originaria mwahipenisola arabica, ma anche in Siria (mwahmbilād al-Shām) e nella mwahqMesopotamia centrale e meridionale, prima di emigrare in buon numero in quello che viene definito mwahumondo arabo. Esso, all'alba del mwahyterzo millennio, comprende 22 Paesi del mwahcVicino e mwahgMedio Oriente e del mwahkNordafrica, che hanno ottenuto l'indipendenza dalle potenze mandatarie anglo-francesi e dall'mwahsItalia tra la prima e la seconda metà del mwahwNovecento, per effetto dei processi di decolonizzazione e delle guerre di liberazione animate dal mwah0nazionalismo arabo, che s'era già manifestato verso la fine dell'mwah4Ottocento, quando molti Stati erano ancora governati dall'mwah8Impero ottomano.

Politicamente oggi gli Arabi si riuniscono nella mwaieLega araba.

Genetica

Un recente studio genetico pubblicato sull'European Journal of Human Genetics nel 2019 ha dimostrato che le popolazioni dell'mwaiqAsia occidentale (arabi), degli europei, dei nordafricani, degli asiatici del sud (indiani) e di alcuni asiatici centrali sono strettamente correlate tra loro. Possono essere chiaramente distinti dagli africani subsahariani o dalle popolazioni dell'mwaiuAsia orientale.cite-ref-7[6]

Il gruppo genetico "Eurasiatico occidentale" comprende le popolazioni di mwaisEuropa, mwaiwMedio Oriente, mwai0Nord Africa e gran parte dell'mwai4Asia meridionale. Storicamente, parti della mwai8Siberia e dell'mwajaAsia centrale erano anch'esse abitate da popolazioni dell'mwajeEuropa occidentale.cite-ref-8[7]

Note

Annotazioni

cite-note-2nota 1. Da una prospettiva linguistica.

Fonti

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cite-note-54. Il termine per indicare l'"ortodosso" è in arabo mwal4rāshid, mentre il "ben guidato [da Dio]", è mwal8rashīd
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Bibliografia

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Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-storiaarabi, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itÀrabi, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Arab, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.